Ottobre 8, 2020 6:31 pm Pubblicato da

Domenica 18 ottobre ore 18,30
Oratorio San Filippo Neri, Bologna


nell’ambito del Festival Corale CantaBO 2020
“Fuori e dentro le righe”

 

 ASPETTAVA NEL SOLE

 

Coro Arcanto & Giovanna Marini
Giovanna Giovannini direzione musicale
Gloria Giovannini direzione artistica

musiche di Giovanna Marini
progetti commissionati da AngelicA
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Antologia di brani per soli, coro femminile e misto tratti dai progetti:

 

* MUSICHE DI SCENA *
da Oresteia di Eschilo, Troiane di Euripide, Turcs tal Friûl di Pier Paolo Pasolini

* LE CENERI DI GRAMSCI *
Oratorio a più voci dal canto di tradizione orale al madrigale d’autore
testo di Pier Paolo Pasolini

* DENTRO E FUORI IL PENTAGRAMMA *
selezione di brani dal repertorio per Quartetto vocale di Giovanna Marini

* SONO PASOLINI *
per coro a voci naturali e un lettore
testo di Pier Paolo Pasolini

* TE DEUM PER UN AMICO Dedicato a Giuseppe Bertolucci *
per soli, coro femminile, due cori misti e voci bianche
partitura corale di Giovanna Marini e Giovanna Giovannini

 

INGRESSO GRATUITO
La partecipazione ai concerti è libera e gratuita fino ad esaurimento posti, date
le norme vigenti sugli spettacoli dal vivo.
Vi invitiamo a prenotare il vostro posto su www.cantabo.it

 

Il lavoro con il coro Arcanto dura da diversi anni. Anni di crescita comune e reciproca nella scrittura di una buona partitura per coro da una parte e nell’arte di capire la partitura e darle vita dall’altra parte. In quest’arte Giovanna Giovannini è maestra.

La collaborazione è incominciata nel 2004 quando il Festival AngelicA nella persona dei suoi direttori Massimo Simonini e Mario Zanzani mi dissero che volevano presentare a Bologna  con brani tratti da Oresteia e Troiane (quest’ultima che avevo scritto per lo spettacolo del grande e giovanissimo Thierry Salmon).

Nel programma dal titolo MUSICHE DI SCENA inserimmo anche una selezione dalla mia partitura su testo di Pasolini, I turcs tal Friûl, e ancora Giovanna Giovannini recuperò quei pezzi dando loro nuova vita.
Nel 2005, per il trentennale della morte di Pasolini, su commissione di AngelicA, mi chiesero di scrivere un pezzo per il Coro Arcanto e io proposi LE CENERI DI GRAMSCI di Pasolini sottovalutando la scrittura di questo grande poeta, la sua libertà e profondità nella scelta delle parole con cui comporre il testo.Fu un’esperienza particolare quella della tragedia greca, il coro si impegnò a cantare in greco antico e in lingua friulana, con una magnifica musicalità le parole s’integrarono perfettamente alle note della partitura e fu un nuovo successo del coro.
Con questo testo mi impegnai nella scrittura della partitura che fu complessa e difficile. Per armonizzare i versi di Pasolini e dar loro un senso anche musicale e un fraseggio comprensibile, alla fine feci ricorso alle passioni popolari con la loro magnifica semplice e terrigna musicalità, ne usai quattro ponendole in filigrana nella partitura, mischiate arditamente con il testo, così da farle comparire, una parola qua e una là, insieme a quel testo così rarefatto e colto con la loro presenza salvifica. Giovanna Giovannini lungi dal preoccuparsi per l’insieme difficile e contrastato sciolse pazientemente i grovigli di note e parole dando fluidità e comprensibilità al tutto, tanto che quando lo udii pensai: “Come ha fatto a fare esattamente quello che avrei voluto fare io?”

Nel 2010 venne DENTRO E FUORI AL PENTAGRAMMA, una selezione di brani che ho scritto per il mio Quartetto vocale: canzoni popolari, canti della memoria e di monda, libertari e anarchici insieme a mie composizioni originali tutte adattate da Giovanna Giovannini per coro misto a cappella. Non una copia, impossibile da realizzare, ma una ‘traduzione’ che diventa necessariamente un’altra opera.

Il progetto SONO PASOLINI, del 2015 per il quarantennio della morte del poeta fu che commissionato e prodotto da Teatro di Roma – Teatro Nazionale, prevedeva due produzioni parallele legate alle forze e alle istituzioni delle rispettive città: Bologna e Roma portato in scena rispettivamente dal Coro Arcanto e dal Coro Favorito della Scuola Popolare di musica di Testaccio.
Qui Pier Paolo Pasolini si trova di fronte a se stesso, sulla scena infatti un lettore e il coro, il primo legge I giovani infelici, uno scritto postumo, tratto da Lettere Luterane. Il coro ascolta, canta e commenta, ma sempre con parole di Pasolini. Non quelle in lingua italiana, la lingua che egli usa per i suoi saggi, bensì in friulano, la lingua di sua madre che lui ha studiato e voluto fortemente imparare, per parlare con i suoi concittadini e studenti.
Il lettore ossia il Pasolini scrittore, critico e saggista) si contrappone al coro, il poeta friuliano, dando vita a un vero dibattito fra il critico, analista, cineasta e straordinario maestro contro il Pasolini solo poeta, poeta che ricorda, rimpiange, evoca e canta “Viva el coragiu, el dolòur / e la nothentha dei puarèth!” (“Viva il coraggio, il dolore / e l’innocenza dei poveri”!).

TE DEUM PER UN AMICO Dedicato a Giuseppe Bertolucci (2015)Parlando con Giuseppe Bertolucci spesso ci tornavano alla mente alcune parole del testo di Bernanos “Dialogue des Carmélites”, “Dialogo delle Carmelitane”. Ci colpiva il giustissimo riferimento antropologico e sociale di Bernanos sul microcosmo del convento in cui già era viva la lotta sociale, riflesso della vita tumultuosa del mondo esterno travolto nella Rivoluzione Francese sul nascere.
Da questo mi è nato il pensiero di come i tempi, i momenti storici, si assomiglino tutti, e pensare questo è comune, ormai siamo tutti prima sorpresi, poi stupiti di esserci sorpresi, per la ripetizione di situazioni storiche di cambiamento che provocano nella società continui scontri, anche molto violenti, mutazioni che fanno vittime innocenti in gran numero. E mi è venuta voglia di cantare questo: l’avvicendarsi di mutamenti, tempi, segmenti di vite umane.del convento in cui già era viva la lotta sociale, riflesso della vita tumultuosa del mondo esterno travolto nella Rivoluzione Francese sul nascere.

E così parto col musicare questo testo:due o tre frasi delle suore in francese (la lingua del testo originale di George Bernanos), la morte della superiora, a questa morte, che equivale alla fine di un tempo storico a un avvicendarsi di fatti, mutazioni appunto, a cui seguono esodi, popolazioni disperate, folle che lottano, il tutto in un crescendo di vecchio e nuovo ormai senza più data, visto che fa parte del gran calderone nel quale siamo costretti ad agitarci come se ci fossimo messi da soli in una situazione irrisolvibile. L’ottima direttrice di coro e musicista intelligente Giovanna Giovannini ha districato la matassa, e le numerose note musicali che le mandavo in un crescendo anch’io di voglia di spiegare senza poter spiegare, supplendo quindi con sentimenti, affetti, memorie….


Ora ci piace presentare questi pezzi in forma di antologia col titolo di ASPETTAVA NEL SOLE*. E’ stato un lungo lavoro, che copre all’incirca 15 anni anni, anni di esperienze comuni, anche non facili, ma sempre superate con generosità e slancio da parte di tutti, il Coro Arcanto con Giovanna Giovannini non si sono mai sottratti alle fatiche di queste mie fantasiose partiture, fino al momento in cui godiamo tutti insieme delle fatiche affrontate.
Giovanna Marini

* “Mi aspettava nel sole della piazzetta vuota

l’amico, come incerto…”

L’incipit dei versi che Pier Paolo Pasolini dedica all’amico poeta Attilio Bertolucci, padre di Bernardo e Giuseppe. Giovanna Marini ci fa così l’onore di scegliere questo titolo per il nostro concerto a sottolineare il filo rosso che la lega agli amici poeti, alla famiglia Bertolucci, a Giuseppe e di conseguenza, nel suo piccolo, al Coro Arcanto.
È infatti grazie a Giovanna Marini che il coro ha pesso il privilegio di cantare su altissimi versi di P.P.Pasolini, ancora grazie a lei, insieme ad AngelicA Festival e Cineteca di Bologna, che Arcanto ha avuto il piacere dell’incontro artistico con Giuseppe Bertolucci oltre che il dono della sua amicizia.
Il regista nel 2005 curò infatti la messa in scena dell’opera Le ceneri di Gramsci, e ci invitò a cantare ai Premi Attilio Bertolucci e Pier Paolo Pasolini (2004), e a partecipare al documentario dello spettacolo dell’attore Fabrizio Gifuni ‘Na specie de cadavere lunghissimo dedicato a Pasolini.
Coro Arcanto

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