giugno 28, 2017 12:17 pm Pubblicato da

La Catastròfa | Oratium für Marcinelle

La tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956

Il progetto di teatro musicale si ispira al romanzo-inchiesta di Paolo Di Stefano intitolato «La catastròfa» (Sellerio 2011 vincitore del premio Paolo Volponi): composto di 22 voci di testimoni, l’opera narra la tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956, che rimane a tutt’oggi la strage mineraria più grave della storia europea. L’incidente, avvenuto a 975 metri sottoterra, provocò la morte di 262 minatori, 136 dei quali italiani.

 

“La catastròfa” presentata a Berlino il 5 febbraio 2017 (foto di Faggion)

«La catastròfa» restituisce definitivamente alla memoria collettiva una delle pagine più nere della sua storia europea, la tragedia di Marcinelle, prototipo di un incidenti del lavoro e dell’emigrazione che purtroppo si ripetono, sempre con le stesse dinamiche (sfruttamento, incuria, ricerca a tutti i costi del profitto, lunghi processi). Il libro ne ricostruisce gli ambienti, la geografia della cittadella operaia, attraverso brevissime prose introduttive alle testimonianze, intense come istantanee, di una forza evocativa straordinaria, e intreccia la memoria degli archivi, quella fredda delle deposizioni, con quella viva, calda e vivente dei protagonisti, di quelli che hanno visto e ricordano. Sono verbali, nastri dove aggrega anche molti altri elementi utili alla comprensione della condizione umana di quelle persone.

 

Lo spettacolo

Il progetto teatrale si configura come un «oratorio per Marcinelle» dal valore civile e morale. La cantante e compositrice Etta Scollo ha scritto le musiche, per fisarmonica, violoncello, chitarra romantica e coro. Insieme alla voce recitante di Leonardo De Colle che ha curato anche la regia di questo progetto insieme all’autore, e il prestigioso Coro Arcanto che rappresenta il corpo sonoro del racconto, Etta Scollo ci porta nella storia di alcuni dei testimoni di questo capitolo di storia di immigrazione italiana.
Essi evocano, ciascuno dal suo punto di vista e con il proprio timbro stilistico la tragedia personale, convergendo tutte nel buco nero e incandescente collettivo della miniera: si tratterà di minatori superstiti, un soccorritore, almeno un paio di vedove, un paio di orfani. Ne verrà fuori, a un primo livello, il senso corale della tragedia.
Su un secondo piano, intrecciandosi con il primo, si avrà il controcanto tecnico e freddo, delle deposizioni processuali, indispensabile sia sul piano semantico sia sul piano fonosimbolico. Si tratta di interrogatori sul fuoco, sull’acqua e sull’olio, che rappresentano le pagine più drammatiche e insieme più assurde delle carte processuali.

INTERPRETI:
Etta Scollo voce solista, chitarra
Leonardo De Colle narratore

Coro Arcanto:
Anna Maria Mele, Silvia Salfi soprani
Gloria Giovannini, Marisa Anconelli, Marta Abatematteo  contralti
Fabio Santachiara, Carluccio Poggioli tenori
Valerio Bertozzi, Giorgio Franceschi bassi
Giovanna Giovannini direzione del coro
Suanne Paul violoncello, mandolino
Cathrin Pfeifer fisarmonica

Durante lo spettacolo verranno proiettate alcune foto tratte da documenti storici dell’accaduto.

Libretto/Drammaturgia:
Paolo Di Stefano, Leonardo De Colle, Etta Scollo
Produzione Etta Scollo

 

Alcuni estratti dalla presentazione a Berlino il 5 febbario 2017

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